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La congiura degli innocenti

Nelle campagne del New England un bambino sente tre spari. Il capitano Wiles a caccia di lepri per i boschi, trova un cadavere. Decide allora di nascondere il corpo per non aver noie con la polizia che difficilmente avrebbe creduto ad un incidente di caccia. Ma la cosa non è tanto semplice perché quel piccolo angolo di bosco nel Vermont dove giace il cadavere pare essere più trafficato del centro di New York nell'ora di punta. Nel giro di poche ore il cadavere del povero Harry verrà sotterrato e dissotterrato, portato avanti e indietro, per ben quattro volte da quattro adulti innocenti con la coscienza sporca.
La congiura degli innocenti (titolo originale The Trouble With Harry) è stato sottovalutato fin dalla sua uscita nelle sale cinematografiche, considerato come opera di un Hitchcock "minore", come una pausa nella preparazione dei suoi grandi capolavori.
In realtà è invece uno dei film preferiti di Hitchcock, amante dell'umorismo sottile, un po' all'inglese.
Di fatto La congiura degli innocenti è una pellicola "sovversiva", dove vengono capovolti i valori ed i comportamenti tradizionalmente accettati dalla società civile: dal concetto di buon vicinato all'atteggiamento di fronte alla morte. Così la morte non è altro che un piccolo contrattempo e i personaggi si trovano a conversare con premurosa educazione e sostanziale indifferenza (ed ironia per lo spettatore che assiste alla scena) della sorte dell'indesiderato cadavere.
Da punto di vista della tecnica, questo è forse il film più sobrio di Hitchcock che si limita a registrare con la macchina da presa lo svolgersi dei fatti, senza particolari artifici ed effetti speciali, eccetto uno: gli enormi piedi e le calze rosse del cadavere inquadrato di scorcio e di cui non si vede mai il viso. 

La famiglia omicidi

Siamo nel cuore della campagna inglese. Un ministro del culto tedia i suoi parrocchiani con sermoni noiosissimi. La moglie, che trascura, ha un amante; la figlia, ancora minorenne, cambia così di frequente ragazzi che la madre non esita a definirla ninfomane. Il figlio, invece, ancora in età scolare, è vittima degli scherzi dei bulli della scuola. La situazione muta, e radicalmente, con l'arrivo di Grazia, la nuova governante che a colpi di mannaia e ferro da stiro fa fuori, letteralmente, chi cerca di minare la tranquillità della famiglia.
Insomma una nuova interpretazione dell'omicidio: l'omicidio a fin di bene per cui non tutto il male viene per nuocere. 
E non mancano i colpi di scena, forse non sempre del tutto inaspettati ma comunque dai risvolti decisamente ironici.
La famiglia omicidi è una commedia molto piacevole e ben costruita che fa pensare alle commedie nere degli anni '40 e '50. Mentre il personaggio dell'anziana governante, la tipica signora inglese, fa ricordare le simpatiche ziette di Arsenico e vecchi merletti che, per compassione, offrivano ai loro ospiti vino di sambuco corretto con un miscuglio di veleni. Naturalmente, per la diversa ambientazione, il vino di sambuco viene sostituito dal più british tè delle cinque, in una commedia che è tutta costruita su un tipo di humor tipicamente inglese. 
Il film si regge tutto sui personaggi, interpretati da attori di prim'ordine senza i quali probabilmente il film avrebbe perso di qualità e mordente. Atkinson dimostra di sapersi scorporare da Mr. Bean ma le vere attrazioni sono le protagoniste femminili: Maggie Smith è, come sempre, splendida e con il suo misto di cortesia e violenza diventa il deus ex machina della vicenda, anche se la protagonista del film è il personaggio interpretato da Kristin Scott Thomas, anche lei altrettanto brava nel ruolo.

« Alcuni segreti di famiglia è meglio che rimangano ... sepolti. »