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Lo Hobbit: Un viaggio inaspettato

Finalmente sono riuscita a vederlo!! Dopo aver tentato in vano di andare a vederlo al cinema ho dovuto aspettare l'uscita del DVD e comprare la prima copia che mi è saltata agli occhi quasi per caso. La lunga attesa è comunque stata premiata. 
Lo Hobbit è ambientato circa sessant'anni prima del lungo viaggio di Frodo verso il monte Fato. 
La tranquilla vita di Bilbo Baggins viene stravolta dall'arrivo dello stregone Gandalf accompagnato da dodici voraci nani che fanno fuori in un batter d'occhio tutte le scorte della credenza del povero hobbit. Dopo quest'incontro Bilbo lascerà la sua tranquilla casa di Hobbiton per vivere qualcosa di assolutamente inaspettato e impensabile per un hobbit: un'avventura. 
La scelta di Martin Freeman per interpretare Bilbo è azzeccatissima. Del resto Martin Freeman non è nuovo a questo tipo di personaggi, infatti Arthur Dent, protagonista della Guida Galattica per Autostoppisti, è un personaggio molto simile a quello di Bilbo Baggins, con la differenza che mentre Bilbo viene catapultato tra mille avventure in lungo e in largo per la Terra di Mezzo, Arthur si ritrova a girovagare per l'universo a bordo di un'astronave rubata e funzionante a improbabilità infinita. 
Di argomento e tono più leggero rispetto a Il Signore degli Anelli, ne Lo Hobbit si ritrovano molti riferimenti alla storia di Frodo e dell'Anello, di fatto molti più di quanti non si possano trovare nell'omonimo libro di Tolkien. Così all'inizio de Lo Hobbit ritroviamo Frodo che si avvia ad attendere Gandalf lungo la strada, atteso per la festa di compleanno di Bilbo. Da qui comincerà un lungo flashback attraverso cui Bibo racconta le sue avventure al fianco di Thorin Scudodiquercia. In pratica un piccolo omaggio ai fan de Il Signore degli Anelli che hanno così potuto ritrovare sullo schermo, dopo più di undici, alcuni dei personaggi loro cari. E io infatti mi sono un po' commossa!

Young Adult

Mavis Gary è originaria di Mercury, una piccola cittadina del Minnesota. Reginetta del liceo, trasferitasi a Minneapolis, diventata scrittirice per una serie di libri per adolescenti di successo, Mavis è "quella che ce l'ha fatta", quella che è riuscita a sfondare, ad avere una vita che tutti sognano.
Questo è per lo meno quello che si ripete lei stessa e di cui sono convinti anche alcuni suoi vecchi conoscenti. Ma nella realtà le cose sono un po' diverse: la serie di libri a cui Mavis lavora ormai non vende più ed è prossima alla cancellazione; soffre di problemi di alcolismo, di tricotillomania ed è più in generale insoddisfatta della propria vita.
Un giorno riceve una mail dalla moglie del suo ex ragazzo del liceo in cui viene informata della nascita della loro primogenita e viene invitata al battesimo. Mavis interpreta ciò come un segno: torna a Mercury pronta a riprendersi ciò che considera suo di diritto. 
La serie di libri scritti da Mavis rientrano in quella categoria che viene definita "Young adult" e che indica un pubblico compreso tra i 14 e i 21 anni circa. Non a caso l'ossimoro young adult rispecchia perfettamente lo stato mentale ed affettivo in cui si trova Mavis, rimasta legata all'immagine di se stessa al liceo, chiusa in un limbo privo di responsabilità e ormai anestetizzata rispetto alla vita vera che le scorre intorno. Charlize Theron, partendo dall'espressione di perfetta insofferenza, riesce perfettamente a mettere in scena le diverse sfumature di insoddisfazione della protaginista, dando vita ad un personaggio capace di risultare a tratti persino odioso anche al pubblico che pure ha tutti gli elementi per comprendere il suo stato mentale e quindi interpretare le sue azioni.
Pur non avendomi convinta al cento per cento, è un film che mette in scena in maniera interessante i problemi degli adulti e che smonta intelligentemente il mito delle "ragazze cheerleader americane" mostrando quello che può esserci dietro un'apparente perfezione.
Ancora più interessante è il finale da cui lo spettatore pottrebbe attendersi il riscatto finale (se così può essere definito in questo caso) che però sarà qualcosa di molto diverso (potremmo dire più acido, com'è nello stile di Mavis) rispetto a ciò che si può vedere nelle classiche commedie.


In love with: Katniss Everdeen

Prima di tutto è abilissima nel tiro con l'arco e questo, si sà, fa figo, vedi Merida in Brave, Daryl in The Walking Dead, Legolas e anche Robin Hood!
In secondo luogo ha coraggio da vendere, perchè per offrirsi volontaria per gli Hunger Games con la consapevolezza di andare in contro a morte (quasi) certa ci va davvero sangue freddo, anche se ciò è fatto per salvare la vita alla sorellina.
Malgrado la brutalità e l'alienazione della personalità che regnano sugli Hunger Games, Katniss riesce comunque a conservare la propria personalità e umanità, nonostante alcune forzature in favore degli sponsor, unica possibilità per uscire vivi dall'arena. E' infatti l'unica a non uccidere nessuno degli altri tributi, a parte Marvel che trafigge con una delle sue frecce nel disperato tentativo di salvare la piccola Rue, che evidentemente le ricolda l'amata sorella Prim. Ed è anche l'unica a dimostrare dolore, commozione e rispetto di fronte alla morte.
Ma la cosa più bella di questo personaggio è che si tratta di una ragazza assolutamente normale che sotto un' apparente corazza di forza e sicurezza nasconde paura e fragilità.
Continua così Katniss e "possa la fortuna essere sempre a tuo favore"!

Dietro le quinte

La cosa che più mi piace dei film è andare poi a vedere gli speciali per scoprire cosa succede dietro le quinte, come viene animato Yoda, come è stata girata una sequenza di battaglia, come fa Harry a schizzare con la sua Nimbus 2000 dietro il Boccino d'Oro. 
E per questo siano benedetti i DVD, senza cui questo non sarebbe possibile!
Certo, il fatto di conoscere a memoria gli speciali de Il Signore degli Anelli più ancora di quanto conosca il film dovrebbe forse cominciare ad inquietarmi... ;)

La congiura degli innocenti

Nelle campagne del New England un bambino sente tre spari. Il capitano Wiles a caccia di lepri per i boschi, trova un cadavere. Decide allora di nascondere il corpo per non aver noie con la polizia che difficilmente avrebbe creduto ad un incidente di caccia. Ma la cosa non è tanto semplice perché quel piccolo angolo di bosco nel Vermont dove giace il cadavere pare essere più trafficato del centro di New York nell'ora di punta. Nel giro di poche ore il cadavere del povero Harry verrà sotterrato e dissotterrato, portato avanti e indietro, per ben quattro volte da quattro adulti innocenti con la coscienza sporca.
La congiura degli innocenti (titolo originale The Trouble With Harry) è stato sottovalutato fin dalla sua uscita nelle sale cinematografiche, considerato come opera di un Hitchcock "minore", come una pausa nella preparazione dei suoi grandi capolavori.
In realtà è invece uno dei film preferiti di Hitchcock, amante dell'umorismo sottile, un po' all'inglese.
Di fatto La congiura degli innocenti è una pellicola "sovversiva", dove vengono capovolti i valori ed i comportamenti tradizionalmente accettati dalla società civile: dal concetto di buon vicinato all'atteggiamento di fronte alla morte. Così la morte non è altro che un piccolo contrattempo e i personaggi si trovano a conversare con premurosa educazione e sostanziale indifferenza (ed ironia per lo spettatore che assiste alla scena) della sorte dell'indesiderato cadavere.
Da punto di vista della tecnica, questo è forse il film più sobrio di Hitchcock che si limita a registrare con la macchina da presa lo svolgersi dei fatti, senza particolari artifici ed effetti speciali, eccetto uno: gli enormi piedi e le calze rosse del cadavere inquadrato di scorcio e di cui non si vede mai il viso. 

Addio e grazie per tutto il pesce

Il 21 dicembre è decisamente passato ed ora possiamo dire con cognizione di causa che i Maya si sono sbagliati. Niente fine del mondo, almeno per ora!
Ma d'altra parte avremmo già dovuto sospettarlo che i Maya avessero sbagliato qualcosa nei loro calcoli, perchè finchè i delfini non scompaiono dalla Terra possiamo essere certi che tutto va bene!
No, non sono impazzita!! Ho solo visto Guida Galattica per Autostoppisti, secondo cui i delfini, da molto tempo consapevoli dell'imminente distruzione della Terra hanno cercato di avvisare in ogni modo noi umani ma i loro segnali venivano interpretati come simpatici tentativi di colpire il pallone, così alla fine hanno deciso di abbandonare la Terra. Il loro ultimo tentativo di avvisare della catastrofe venne interpretato come un particolarmente elaborato doppio salto mortale rovesciato nel cerchio fischiando l'inno americano, ma in realtà il messaggio era "ADDIO E GRAZIE PER TUTTO IL PESCE". 


La storia inizia quando il protagonista, Arthur Dent (Martin Freeman), scopre che alcune ruspe stanno per demolirgli la casa per fare spazio a una nuova superstrada. Ma Arthur non sa che la stessa identica sorte sta per toccare all'intero pianeta Terra. 
Ford Prefect, che si rivela essere un alieno proveniente da un pianeta nei pressi di Betelgeuse ed arrivato sulla Terra con l'incatico di fare ricerche per integrare la Guida Galattica per Autostoppisti, riesce a portare in salvo l'amico Arthur facendo l'autostop e facendosi dare clandestinamente un passaggio dalle stesse astronavi che avevano il compito di distruggere la Terra. Cominciano quindi le loro avventure/disavventure ai confini dell'universo che Ford ed Arthur affronteranno con i loro indispensabili e inseparabili asciugamani. 
Sull'atronave Cuore d'Oro (prima astronave funzionante a improbabilità infinita, rubata inaspettatamente da Zaphod Beeblebrox, attuale Presidente della Galassia) Arthur ritrova Tricia McMillan (Zooey Deschanel), detta Trillian, che aveva conosciuto ad una festa in maschera e che poi non l'aveva più richiamato e che ora si trova perfettamente a suo agio a viaggiare per la galassia. Comincia quindi la ricerca della risposta alla domanda fondamentale sulla vita, l'universo e tutto quanto.
Il vero protagonista del film è la Guida. Incredibile fonte di idee e bizzarrie, il libro illustra con dovuto sarcasmo e disincanto un Universo meraviglioso e multiforme, per quanto pieno di insidie. Ma d'altra parte è la copertina stessa del libro a fornire il migliore aiuto per superare tali insidie: NIENTE PANICO. 
Molto dell'omonimo libro di Douglas Adams è andato perso, ma ne viene conservato lo spirito ed il film nel complesso è ben riuscito e diverte, e brillano su tutto le animazioni della Guida (da gustare fino al termine dei titoli di coda). Peccato però che sia stata epurata anche la pagina della Guida relativa alla Terra: "Fondamentalmente innocua".
  
"Barman, sei pinte di birra e presto, il mondo sta per finire! Tieni il resto, hai dieci minuti circa per spenderli." 


Halloween, Halloween, Halloween!

"I am the one hiding under yours stairs, Fingers like snakes and spiders in my hair, This is Halloween, this is Halloween, Halloween! Halloween! Halloween! Halloween!, In this town we call home, Everyone hail to the pumpkin song..." 

Ecco gli effetti di una vita forgiata dai cartoni animati Disney! E tra l'altro Nightmare Before Christmas lo trovavo un film piuttosto inquietante quando ero piccola... No, è inquietante anche adesso che sono cresciuta!! Ma era uno dei film "must" per Halloween, che poi non ho mai capito perchè un film sul Natale fosse da vedere ad Halloween.
Comunque, siamo sinceri, la festa di Halloween non è per niente nella nostra tradizione. Ormai sono anni che è stata importata in Italia ma lo spirito di Halloween sono ben in pochi a sentirlo: io sentendo suonare alla porta alle dieci di notte prima di tutto penserei istintivamente ai ladri o a qualche maniaco e non ai bambini che girano facendo dolcetto e scherzetto. Però bisogna dirlo: Halloween è una scusa perfetta per divertirsi con gli amici e per pacioccare un po' con i trucchi! 
E in questo periodo internet è letteralmente invasa di consigli per Halloween, da come fare un perfetto trucco da zombie alla ricetta per le dita di strega caramellate con tanto di unghie sanguinanti. 
Se poi si decide di guardare un film a tema non c'è che l'imbarazzo della scelta, tra persone, case e telefoni posseduti, zombie che escono da tutte le parti e vampiri che al sole diventano fluorescenti.
Ma per me il migliore film "d'atmosfera" per Halloween rimane Hocus Pocus, un classico dell'infanzia. Ovviamente non è un film che fa paura, ma ho sempre pensato che avesse l'atmosfera giusta per Halloween, leggermente inquietante ma molto divertente. 
E' ambientato a Salem (e dove altrimenti?) e racconta delle tre sorelle Sanderson, tre streghe naturalmente, che vengono riportate in vita la notte di Halloween da un ragazzo decisamente scettico trecento anni dopo essere state bruciate vive. Catapultate improvvisamente nel ventesimo secolo non ci mettono molto per adattarsi a dover usare un'aspirapovere come scopa volante e a lanciare incantesimi a ritmo di musica pop. Max e l'amica Allison si ritrovano a dover eliminare per sempre le tre streghe per poter salvare la sorellina del ragazzo. E ad aiutarli hanno il gatto Binx (che secondo me è lo stesso gatto di Sabrina vita da strega).
In ogni caso un film più pauroso in questo momento non  lo potrei reggere perchè c'è il vicino che suona la chitarra e canta Vasco Rossi e questo mi sembra già sufficientemente pauroso!!
Buon Halloween a tutti!!! :)

Ribelle - The Brave

Ed alla fine ce l'ho fatta: dopo varie peripezie sono finalmente riuscita a vedere The Brave!!! E me ne sono innamorata!! 
La giovane principessa Merida (dall'inconfondibile chioma rosso fuoco, realizzata disegnando i capelli uno ad uno) é insofferente agli insegnamenti della madre che cerca di prepararla per il suo futuro ruolo di regina. Al bon ton e all'etichetta Merida preferisce esercitarsi con il suo arco, esplorare luoghi impervi e scorrazzare, chioma al vento, sul suo cavallo. Ma anche per lei é arrivato il momento di crescere e di assumersi le proprie responsabilità. 
Lei però vuole vivere la propria vita e non accetta il destino che per lei è stato scelto dalla madre e dalle consuetudini. 
Una vecchia e stramba strega le offrirà l'opportunità di cambiare il proprio destino e, senza badare troppo alle conseguenze, Merida coglie l'occasione al volo, ma poi si troverà a fare i conti con la sua scelta.
Con Merida, per una volta tanto, ci troviamo di fronte ad un personaggio che è si principessa, ma che non ha niente in comune con le classiche figure femminili di Cenerentola, Biancaneve, Bella Addormentata nel Bosco, Rapunzel e via dicendo. Merida non canta canzoncine mentre rassetta la casa, nè languisce chiusa nella torre più alta del castello in attesa di essere salvata: lei va a cavallo, é un'arciera infallibile, ha un grande spirito d'avventura e non le passa nemmeno per l'anticamera del cervello di sposare alcun principe azzurro. 
Per certi versi si può anche dire che in Brave sono presenti tutti gli elementi classici della favola: un'equilibio iniziale che viene sconvolto, il tentativo di "rimettere le cose a posto" coronato dall'immancabile lieto fine. Ma ci sono alcuni elementi innovativi molto interessanti, anche se forse non esattamente sconvolgenti dal punto di vista narrativo e tematico. 
Per prima cosa colpisce la totale assenza di una storia d'amore (clichè a cui siamo stati abituati fin dai primi cartoni animati realizzati dalla Disney): Brave si concentra su un altro tipo d'amore, ovvero quello tra madre e figlia (e più in generale tra genitori e figli). Le due figure dominanti sono infatti Merida e la madre Elinor che si scontrano continuamente e che rimangono cocciutamente fisse sulle loro idee senza cercare di vedere le cose l'una dal punto di vista dell'altra.
Il secondo elemento di discordo con i tradizionali cartoni animati é l'assenza di un vero e proprio cattivo: non c'è nessuno stregone o orco cattivo che vuole impadronirsi del regno o distruggere la terra. L'unica cosa con cui Merida si trova a dover fare i conti é se stessa e quindi le proprie scelte (decisamente una battaglia più dura rispetto a quella contro un cattivo qualunque che tenta di soffiarti il trono!).
Il film colpisce poi particolarmente dal punto di vista visivo, più che da quello strettamente narrativo: portando avanti uno studio e una sperimentazione sull'espressività dei volti in computer grafica, Brave compie un ulteriore passo in avanti verso un'idea di vera e propria recitazione da parte di personaggi animati. Per cui le emozioni, l'emotività passano soprattutto attraverso volti e sguardi dei personaggi. 
Senza precedenti é poi la bellezza e suggestività dei paesaggi scozzesi che, più che realizzati al computer, sembrano riprese dal vero. 
Un lavoro che sarebbe sicuramente piaciuto a Steve Jobs, ex amministratore delegato della Pixar, che viene indirettamente ricordato nel nome di uno dei clan scozzesi, quello dei Macintosh, e a cui il film viene esplicitamente dedicato nei titoli di coda.
Brave è un film che vi consiglio di vedere! Molto intenso, ma anche molto divertente! 
E vale la pena di vederlo anche per il cortometraggio intitolato La Luna che viene proiettato prima del film stesso (e che sicuramente verrà inserito anche nel DVD): un piccolo capolavoro che apre la riflessione sul tema genitori-figli e sulla necessità di trovare la propria strada, la propria voce, poi continuata ed articolata in Brave.


Ciak si... ascolta!

Un bel film senza la colonna sonora giusta non sarebbe più un bel film! Ed anche un film così così trarrebbe notevole giovamento dalla colonna sonora giusta. 
Per quanto mi riguarda, le colonne sonore occupano un posto di primo piano nel mio iPod. Ed alcune sono dei veri e propri capolavori! 
Ma il posto d'onore nelle playlist del mio iPod spetta a queste (in ordine casuale e non di preferenza perché mi sarebbe impossibile stabilire il primato di una sulle altre): 
  • Jurassic Park: la colonna sonora di Jurassic Park è stata composta da John Williams, che ha vinto per ben cinque volte il premio Oscar per la miglior colonna sonora. Le colonne sonore da lui realizzate (tra cui anche Indiana Jones ed Harry Potter) sono sempre originali, ognuna diversa dall'altra e sempre perfette per accompagnare le immagini sullo schermo, ma allo stesso tempo ha uno stile tutto suo e ben riconoscibile che permettere di individuarlo immediatamente come il compositore di quel brano.
  • Into the wild: é il primo disco da solista di Eddie Vedder, cantante dei Pearl Jam, ma è anche la colonna sonora scelta da Sean Penn per il suo film Into the Wild. Una colonna sonora perfetta sul viaggio, sulla società, sulla natura, sull'uomo e sull'America. 
  •  Titanic: se ci fate caso in realtà la colonna sonora di Titanic riprende, per la verità con poche varianti, lo stesso tema (fatta eccezione per due o tre tracce) che è poi quello della stra famosa canzone My Heart Will Go On cantata da Celine Dion. Nonostante ciò trovo che sia una colonna sonora davvero suggestiva.  Il compositore è James Horner, ma, per precisa volontà del regista James Cameron, imita lo stile della cantante Enya a cui era stato chiesto in origine di curare la colonna sonora del film ma che aveva rifiutato.
  •  Dragon Trainer: mi sono innamorata di questo film animato a prima vista, e così della colonna sonora! E' composta da John Powell, che ho appena scoperto essere anche l'autore della colonna sonora dell'Era Glaciale. ...E comunque anche io voglio un drago da compagnia! 
  • Guerre Stellari: e con la colonna sonora di Guerra Stellari ritorniamo a John Williams che ha composto le musiche di tutti e sei i film e che, ormai avrete capito, trovo che sia un genio assoluto. Ogni suo lavoro è assolutamente perfetto!! ...Non per niente Spielberg gli ha affidato la colonna sonora della maggior parte dei suoi film...! 
  • Il favoloso mondo di Amelie: che devo dire? La colonna sonora di Yann Tiersen è magica e delicata esattamente come il film e la sua protagonista.
  • Brave: lo so, non è ancora uscito nelle sale italiane! Ma da quel poco che ho visto in rete sono sicura che diventerà uno dei miei film preferiti. E anche le anticipazioni sulla colonna sonorapromettono bene. Io comincio a fare posto sul mio iPod...!

 E quali sono le vostre colonne sonore del cuore?

Il buongiorno del mattino


Becky Fuller é una produttrice televisiva che sogna di lavorare a USA Today, ma l'inaspettato licenziamento la costringe a ridimensionare le sue aspettative e ad accettare un lavoro di ripiego. Il suo compito é quello di risollevare le sorti del programma mattutino Daybreak.
La prima mossa di Becky é quella di affiancare alla storica protagonista del programma, Colleen, una vecchia gloria del giornalismo Mike Pomeroy. Ma la convivenza tra i due é davvero difficile, soprattutto perché Mike non ne vuole sapere di presentare pseudo-notizie di curiosità, lui che aveva realizzato servizi di grande importanza e rilievo.
Così Becky, in aggiunta ai normali problemi quotidiani del suo lavoro, dovrà affrontare anche il pessimo carattere dei due conduttori.
Nel frattempo Becky, oltre alla vita lavorativa, dovrà anche gestire, con un po' di goffaggine, la propria vita sentimentale.
Rachel McAdams, Harrison Ford, Diane Keaton: le premesse per la buona riuscita delfilm ci sono tutte! Eppure mi sarei aspettata qualcosina in più.
Ciò non significa che il film sia brutto, ma semplicemente che non é uno di quei film che ti colpiscono particolarmente (naturalmente parlo sempre a titolo personale). É comunque una buona commedia, piacevole da vedere.
In particolare si distingue Rachel McAdams per essere riuscita a dare grande vitalità al personaggio di Becky, che stimo particolarmente per la sua positività e per l'impegno e la passione che mette nel raggiungere i suoi obbiettivi.
Se siete in cerca di una bella storia d'amore vi consiglio di guardare un altro film perché quella tra Becky e il bel produttore Adam é quanto di più sbrigativo sia stato mai visto in una commedia (anche) sentimentale. E del resto va bene così, perché Il buon giorno del mattino non é una commedia d'amore ma un film sull'amore per il lavoro, perché Becky oltre ad essere tenace, pragmatica, preparata e ossessionata dal lavoro (senza però essere la solita iena in carriera) é una persona dotata di vera passione e amore per il suo lavoro.



 

Jane Eyre

Jane Eyre é rimasta orfana di entrambi i genitori e la zia, che dovrebbe prendersi cura di lei, la disprezza tanto da allontanarla dalla propria casa e mandarla a vivere nel collegio di Lowood, dove la piccola Jane riceverà una buona educazione (con mezzi decisamente discutibili). Dopo dieci anni di umiliazioni e sacrifici uscirà dall'istituto temprata e desiderosa di cominciare una nuova vita a Thornfield dove é stata assunta come istitutrice. Tra una lezione e l'altra Jane conoscerà il padrone ti casa, Edward Rochester, un uomo inquieto e dal carattere particolare. Jane si innamora della sua nuova casa, il primo luogo in cui non é mai stata calpestata ma trattata da pari a pari, e poi anche del suo padrone. Ma scoprirà un segreto, nascosto nel cuore della casa, che la costringerà a fuggire via, lontano dall'uomo da lei tanto amato.
Avendo letto il romanzo omonimo (più di una volta, in effetti) mi sono messa a guardare questo film molto ben disposta nei suoi confronti e spero che questo non abbia offuscato più di tanto il mio giudizio, perché devo dire che ho trovato il film davvero ben fatto!
Non é semplice rendere cinematograficamente la complessa trama del romanzo ma Fukunaga, il regista, c'é riuscito molto bene e soprattutto senza alterarne l'anima.
Per narrare la vicenda si é servito di una soluzione non lineare che ci mostra la protagonista in media res e ci mostra attraverso dei flashback gli eventi precedenti: un espediente per nulla confusionario, ma che anzi tiene viva l'attenzione e la curiosità dello spettatore.
Oltre ad una tecnica cinematografica pulita e lineare ma allo stesso tempo capace di cogliere in profondità i sentimenti e le angosce dei personaggi, il film risulta arricchito da attori davvero molto bravi e perfettamente nei ruoli. Michael Fassbender interpreta Mr. Rochester nel miglior modo possibile superando in bravura tutti gli altri attori che avevano precedentemente sostenuto la parte ed a prestare il volto a Jane Eyre é la giovane Mia Wasikowska, la cui bravura si era già intuita in Alice in Wonderland di Tim Burton senza che però venisse sfruttata al meglio. I due protagonisti sono supportati dai personaggi "secondari" della governante di Thornfield (Judy Dench) e dal benefattore che ha salvato la vita di Jane (Jamie Bell).
Come ho già detto il film coglie il cuore di Jane Eyre, romanzo in bilico tra tradizione e rivoluzione che ha il suo elemento di maggior modernità (anzi, di assoluta contemporaneità) nel personaggio della protagonista stessa.

"Leggo in voi lo sguardo di un uccellino curioso, attraverso le sbarre di una gabbia. Un vivido e irrequieto prigioniero. Fosse libero, volerebbe molto in alto."



Le avventure di Tintin - Il Segreto dell'Unicorno

Tintin, giovane e famoso reporter dall'inconfondibile ciuffo, acquista ad un mercatino il modellino di un vascello che curiosamente aveva suscitato l'attenzione di altri insistenti acquirenti. 
Il modellino è una rappresentazione in scala del leggendario Unicorno, il vascello capitanato dal coraggioso François de Haddock e che, quando venne affondato dopo un attacco pirata, trasportava un enorme tesoro. Nel modellino è nascosta la chiave per scoprire il luogo in cui si trova il tesoro e solo un Haddock può risolvere l'enigma.
Tintin si trova subito coinvolto in un'avventura che lo porterà ad indagare sul passato della famiglia Haddock. Durante la sua ricerca incontrerà l'ultimo discendente dell'antica famiglia: il capitano Archibald Haddock, che diventerà suo inseparabile compagno nelle successive avventure. 
In questa fedele trasposizione cinematografica del colorato e caratteristico mondo di Hergé non mancano i classici personaggi del fedele cane Milù, il cui intervento è decisivo in molte situazioni, e i due comici (e un po' satirici) ispettori Dupont e Dupond. 
Le avventure di Tintin è frutto della collaborazione di Steven Spielberg (regista e produttore) e Peter Jackson (produttore) e da due registi di questo calibro non mi sarei aspettata un lavoro di minor bravura. 
Il film è realizzato con la cosiddetta motion capture, una tecnologia all'avanguardia che permette di catturare il movimento: il dispositivo che permette l'acquisizione del movimento è un sistema di più telecamere. In pratica gli attori indossano una speciale tuta dotata di sensori che riescono a catturare il movimento che verrà successivamente rielaborato digitalmente creando movimenti e personaggi realisitici. La motion capture era già stata usata (credo per la prima volta in assoluto) da Peter Jackosn per la realizzazione del personaggio di Gollum ne Il Signore degli Anelli, e in Le avventure di Tintin questa tecnica viene utilizzata per la creazione di tutto quanto il film. Ed il risultato finale è talmente spettacolare che sembra di vedere persona in carne ed ossa.
Naturalmente se si utilizza la motion capture è anche molto importante la scelta degli attori perché questa tecnica richiede un tipo di recitazione un po' più dinamica e marcata rispetto al solito, e quindi degli attori che non hanno paura di superare un po' i limiti. Così per i due protagonisti, Tintin e il capitano Haddock, sono stati scelti rispettivamente Jamie Bell (per gli amici Billy Elliot) ed Andy Serkis, ormai un'esperto nella tecnica, dopo aver impersonato Gollum per ben sei film (prima nella trilogia de Il Signore degli Anelli e poi in quella de Lo Hobbit).
L'idea iniziale di Spielberg era quella di realizzare un film con attori in carne ed ossa (ma truccati in modo da essere ben identificabili con i personaggi di Hergé), ma poi optò, saggiamente, per l'animazione.
Grazie alle grandi competenze tecniche ed all'estrema attenzione per i dettagli il risultato finale è davvero ottimo.
E di non minor valore è la colonna sonora, realizzata da John Williams, storico collaboratore di Spielberg e autore di alcune delle colonne sonore più conosciute al mondo (Lo squalo, ET, Guerre Stellari, Indiana Jones, Superman, Harry Potter), che per essa è stato candidato agli Oscar 2012. 
I rimandi ai precedenti film di Spielberg sono molteplici, sia tematici che visivi: Tintin condivide con Indiana Jones lo spirito di avventura; come il Capitan Uncino di Hook il cattivo Sakharine si ostina a ricercare il suo eterno nemico; il ciuffo di Tintin emerge dai flutti come già la pinna del celebre Squalo...
Le avventure di Tintin - Il Segreto dell'Unicorno è, in conclusione, un film che si fa notare per la grande conoscenza della tecnologia utilizzata e per il gusto dell'avventura allo stato puro: la rapida successione degli eventi, fughe, inseguimenti, scoperte e rivelazioni, salti nel passato, tiene lo spettatore con il fiato sospeso fino alla fine... ed alla fine non si escludono nuove avventure...!

" C'è sempre un indizio trascurato che spalanca un nuovo orizzonte pieno di risposte! "


Plot device

Fin dagli albori il cinema americano (in particolare e successivamente il cinema in generale) si é caratterizzato per essere un cinema di generi. Ciò significa che ogni film ha in se alcuni aspetti tipici e ricorrenti in modo da risponde ad una specifica categoria: per cui se noi diciamo che stiamo guardando un giallo oppure una commedia sappiamo (più o meno) esattamente casa aspettarci. Ogni genere ha i suoi luoghi comuni in modo che fin dall'inizio lo spettatore si senta rassicurato riguardo quello che sta guardando.
Girovagando sul web ho trovato questo cortometraggio dal titolo Plot Device davvero fantastico e molto divertente che ironizza sulla tradizione del cinema di generi. 




The Reader: a voce alta

Germania, 1958. Michael Berg, studente quindicenne, preso da un malore per la strada, viene aiutato e riaccompagnato a casa da Hanna Schmitz, donna sulla trentina che lavora come controllore sulle linee tramviarie. Guarito dalla malattia Michael torna a casa di Hanna per ringraziarla della sua premura ed i due intrecciano una relazione, che si conclude con il finire dell'estate. Hanna inizia Michael alla sessualità e lui legge ad alta voce per lei i classici della letteratura.
Qualche anno dopo Michael, ora studente di giurisprudenza, incontra di nuovo, del tutto inaspettatamente, Hanna: è imputata in un processo a carico di un gruppo di ex SS, accusate di aver lasciato morire, bruciate vive, trecento donne ebree. Hanna verrà riconosciuta colpevole della colpa più grave e quindi le viene comminata una pena più dura rispetto alle altre imputate: il carcere a vita. Hanna avrebbe potuto scagionarsi dalle accuse dichiarando di non saper nè leggere nè scrivere e quindi di non essere stata lei a redigere il verbale, firmato da tutte le imputate, in cui fu riportato dettagliatamente, come era proprio dei nazisti, tutto quello che era avvenuto quella tragica notte (cosa che però difficilmente la renderebbe meno colpevole dal punto di vista morale). Ma Hanna tace e confessa il crimine, temendo di più di dover affrontare la vergogna di essere analfabeta, vergogna che si è portata dietro per tutta la vita, piuttosto che il carcere. 
The Reader (il cui titolo in inglese conserva l'intrigante attribuzione sia maschile che femminile) è un film che sintetizza il cinema precedente di Stephen Daldry: da una parte affronta il tema dell'adolescenza, della cresita come in Billy Elliot, e dall'altra parte è una storia che si muove su più scenari narrativi, con salti dal passato al presente e l'intrecciarsi si tematiche differenti, come in The Hours.
Nella prima parte il film affronta con sguardo indagatore il tema della sessualità dal punto di vista del protagonista maschile che si mescola con la sete di cultura letteraria di Hanna. Ma questo primo intreccio di tematiche viene abbandonato, quasi bruscamente, per concentrarsi su un'altra serie di tematiche, direi ancora più complesse delle precedenti. In questa seconda parte il tema centrale è il senso di colpa, che viene analizzato (senza comunque poter arrivare ad una conclusione oggettiva, com'è naturale che sia) attraverso l'incontro/scontro tra due generazioni. Hanna appartiene a quella generazione che è cresciuta e vissuta per gran parte della sua vita nella Germania nazista, la cui mentalità risulta oggi quasi incomprensibile, mentre Michael rappresenta la generazione successiva, una generazione che sente forte su di se il senso di colpa per quello che hanno fatto (o non hanno fatto) i loro connazionali negli anni '30 e '40. Da una parte quindi condannano e non possono perdonare per ciò che è stato fatto, ma dall'altra si domandano come sia possibile odiare per questo le persone che comunque si amano incondizionatamente, come, per esempio, i genitori: non si sceglie mai chi si ama. E quella di Michael è una generazione che cerca di scrollarsi di dosso il passato ed il senso di colpa per poter andare avanti. 
In The Reader non vengono fatte condanne nè viene data alcuna assoluzione. E' difficile condannare Hanna, ma è altrettanto difficile perdonarla per quello che ha fatto.
E ci si rende anche conto di come spesso la condanna morale non coincida con quella legale, giuridica e di come sia difficile attribuire colpe. 
Il film può vantare un cast d'eccezione con attori del calibro di Kate Winslet (che, sempre più brava ed intensa, si è aggiudicata l'Oscar per questa pellicola), Ralph Fiennes e Bruno Ganz. Il cast è composto interamente da attori ed attrici tedeschi (fatta eccezione per la Winslet e Fiennes) sui quali spicca il promettente David Kross nei panni del protagonista maschile. 

« ...che cosa ho imparato? Ho imparato a leggere. »



Come non amare Spielberg?

Per quanto mi riguarda uno dei migliori registi al mondo (forse il migliore in assoluto) é Steven Spielberg. Ho visto la maggior parte dei suoi lavori che sono tra i miei film preferiti di sempre, figuratevi che quando ero piccola (ma poi non così tanto piccola) volevo fare l'archeologa, esattamente come Indiana Jones.
Se voi non avete mai visto o non vi sono mai piaciuti i film di Spielberg ecco qui sette motivi (ma con un po' di pazienza avrei potuto trovarne anche di più...) per diventare dei veri Spielberg-dipendenti come la sottoscritta... :)

1) L'attenzione per gli aspetti puramente spettacolari unita all'interesse per i più complessi problemi morali e sociali. Per esempio in Jurassic Park viene messa in prima piano la questione dei limiti dell'uomo rispetto alla natura e si cerca di trovare risposta al dilemma di quali (se ve ne sono) siano i limiti della scienza. Ma allo stesso tempo Jurassic Park é un film soprattutto spettacolare, in cui gli effetti speciali la fanno da padrone e diventano persino veicolo per una riflessione più profonda.


2) É bravissimo a creare suspance: dopo aver visto Jurassic Park é impossibile non temere di trovarsi faccia a faccia (anzi, faccia a muso) con un velociraptor aprendo la porta della cucina o entrando in bagno, e, ancora adesso, guardando Lo squalo non posso fare a meno di mettermi a sedere con le gambe incrociate sulla sedia perché... beh... non si sa mai...! ;)


 3) I protagonisti sono personaggi che entrano nel cuore: chi non ha mai pianto guardando E.T. e chi non ha mai sognato di essere Indiana Jones.


4) Le atmosfere surreali, tra sogno e realtà, che si respirano in film come Hook ed A.I - Intelligenza artificiale, nel primo con tendenze comiche mentre nel secondo con sfumature decisamente malinconiche e pessimistiche.


5) L'ironia: in tutti i film di Spielberg, qualunque sia l'argomento trattato e il genere cinematografico, l'ironia è un elemento immancabile ed indispensabile per alleggerirne l'atmosfera ed allo stesso tempo per far riflettere il pubblico.

6) L'interesse per i problemi morali e sociali viene trattato in maniera diretta in film più impegnati come Amistad, che tratta i temi del razzismo e della schiavitù, e Schindler's List, uno dei migliori film (sicuramente il migliore dal punto di vista tecnico) mai realizzati sul tema delle persecuzioni naziste.


7) I film di Spielberg si distinguono sempre per i cast d'eccezione in cui figurano attori come Anthony Hopkins, Morgan Freeman, Leonardo Di Caprio, Dustin Hoffman, Tom Hanks, Liam Nieeson, Julianne Moore, Harrison Ford, Ralph Fiennes, Ben Kingsley e Robin Williams.