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SPY, LICENZA DI ESSERE SE STESSE

Spy è una commedia d’azione, ambientata nel mondo dello spionaggio, che ha per protagonista Melissa McCarthy. 
Il film ha alcuni momenti divertenti, molte battute grossolane per i miei gusti (la trasposizione in italiano mi pare non abbia aiutato) e importanti questioni appena accennate (misoginia, sessismo nei luoghi di lavoro) subito rigirate in una “presa in giro della cicciona”. Lei sta comunque al gioco con eleganza, ma sono convinta che Melissa McCarthy si meriti di meglio. Tutte noi ce lo meritiamo. 
Volete mettere in scena una donna reale, una "sfigata", secondo i criteri della superficiale società in cui viviamo? Ok. L'idea mi piace tantissimo e la sostengo. Ma allora abbiate il coraggio di portarla fino in fondo. La protagonista è un’analista della CIA, sveglia, ferratissima in informatica e un po’ insicura. Perché trasformarla in Rambo superati i tre quarti della pellicola? Perché, se si vuole raccontare la diversità, puntare verso l'omologazione? 
Se volete rappresentare una donna reale fatela essere super figa a modo suo!

COMIC CON 2015: TUTTE LE NOVITÀ

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Ogni anno rimpiango di non essere al Comic Con di San Diego, ma poi penso che forse è meglio così, perché il giorno in cui riuscirò ad andarci sarò come un chiwawa impazzito e sovreccitato incapace di scegliere tra un panel e l’altro. Quest’anno in particolare ci ha regalato un sacco di novità. Vediamo di fare il punto della situazione.

STAR WARS 
Un nuovo video dal dietro le quinte dell'Episodio VII.



SUICIDE SQUAD
Dopo la foto del Joker tatuato ero un po' scettica riguardo questo nuovo adattamento. Il trailer presentato al Comic Con mi ha se non altro incuriosita.



BATMAN VS SUPERMAN
Se devo essere sincera da Batman VS Superman non mi aspetto grandi cose. Quello che ho visto finora non mi ha esaltata particolarmente. Wonder Woman in azione (anche se per pochi secondi) nel nuovo trailer ha cambiato le cose. Se andrò a vedere il film sarà solo per lei.



X-MEN APOCALYPSE
Panel con il cast (quasi) al completo: Hugh Jackman, Jennifer Lawrence, Michael Fassbender, Sophie Turner, James McAvoy, Nicholas Hoult, Oscar Isaac, Olivia Munn...


THE HATEFUL EIGHT
Al panel di presentazione del nuovo film di Tarantino hanno partecipato gli attori protagonisti e il registra stesso. In occasione del Comic Con è stato realizzato un poster esclusivo. Ennio Morricone comporrà la colonna sonora del film.
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WARCRAFT
Poster esclusivi sono stati realizzati anche per Warcraft, il film dedicato al celebre MMORPG. Essendo una giocatrice (saltuaria) di World of Warcraft sono curiosa di vedere che cosa tireranno fuori. A quanto pare armi ed armature sono state realizzate con grande attenzione ai dettagli, per replicare fedelmente quelle che si vedono nel videogioco.

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(fonte immagini)

VIKINGS
Nuovo trailer anche per Vikings, che con Warcraft condivide il protagonista (Travis Fimmel). A quanto pare la quarta stagione vedrà una donna regnare a Kattegat. Lagertha?



CRIMSON PEAK
Guillermo del Toro era al Comic Con sia per presentare la seconda stagione di The Strain (che vi consiglio di guardare), sia per il suo nuovo film, Crimson Peak. Con Del Toro alla regia e Tom Hiddleston e Jessica Chastain nel cast non me lo voglio proprio perdere.



No, è meglio che io non vada al Comic Con, perderei completamente la testa.

PS: ci sono stati tanti altri eventi interessanti, come il panel per presentare l'ultima stagione di Hannibal e quello per Deadpool. Impossibile stare dietro a tutto. Che ne dite di aggiungere nei commenti tutte le novità che mi sono sfuggite? :)

(fonte immagine)

5 FILM PER L'ESTATE

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Dopo i cinque romanzi per l’estate, mi sono venuti in mente altrettanti film che vorrei (ri)vedere durante le vacanze. Sono molto diversi tra di loro per genere e stile, ma mi sembrano perfetti per una tranquilla serata a base di popcorn.

LE AVVENTURE ACQUATICHE DI STEVE ZISSOU di Wes Anderson 

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Ho parlato più volte dei film di Wes Anderson (per esempio qui e qui). È difficile fare una classifica, ma Le avventure acquatiche di Steve Zissou è probabilmente il mio preferito. Commedia, avventura, dramma… c’è tutto quello che si può volere da un buon film, con in più i colori, le ambientazioni e i personaggi “da fumetto” caratteristici di Anderson.

FRANCES HA di Noah Baumbach 

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Frances è un’aspirante ballerina di ventisette anni che abita con la sua migliore amica Sophie in un appartamento a Brooklyn. Il trasferimento di Sophie per andare a vivere con il fidanzato, sconvolge la vita di Frances. Da qui parte il film, girato interamente in bianco e nero per dargli una prospettiva atemporale, come se la storia di questa ragazza newyorkese potesse essere la stessa di ogni ragazza di ogni luogo ed epoca. È bello, per una volta, vedere un percorso di formazione raccontato con onestà e freschezza, perché, siamo sinceri, nella vita reale non c’è mai un lieto fine hollywoodiano, ma un continuo percorso ad ostacoli con tanti piccoli obiettivi raggiunti.

THE FALL di Tarsem Singh 

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Lo stuntman Roy Walker rimane paralizzato alle gambe in seguito ad un incidente sul set. Mentre è ricoverato in ospedale fa amicizia con Alexandria, una bambina che si è rotta il braccio raccogliendo arance. Ogni giorno Roy le narra un episodio di un racconto epico, mentre l’immaginazione della bambina dà ai personaggi della storia il volto delle persone che le vivono intorno. Più Roy racconta, più la realtà si amalgama con la finzione. Questo film è un omaggio a chi racconta storie e soprattutto a chi le ascolta. Il titolo, The Fall (cioè la cauta), più che all’incidente di Roy, sembra riferirsi alla capacità di immergersi completamente nella storia, che ci venga raccontata attraverso le pagine di un libro, al cinema o secondo la tradizione orale.

STAND BY ME di Rob Reiner 

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Tratto da un racconto di Stephen King, questo film degli anni ’80 è ormai diventato un classico. Al di là dell’elemento orrorifico (la ricerca del cadavere di un ragazzo probabilmente morto nei boschi), Stand by me racconta con affettuosa brutalità il passaggio dall’infanzia all’età adulta. Dopo averlo visto parecchie volte (complice la televisione che lo trasmette regolarmente almeno una volta l’anno, di solito d’estate) continua a farmi commuovere e divertire.

LA MADRE di Andres Muschietti 

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In una lista di film per l’estate non poteva mancare un horror. Ho scelto La Madre perché il produttore è Guillermo del Toro (primo punto a favore del film) e poi perché in una vecchia puntata di Ricciotto (podcast di critica cinematografica) ne hanno parlato bene (secondo punto in suo favore). 
Andato improvvisamente fuori di testa, Jeffrey uccide la moglie e poi fugge attraverso un bosco finché non si imbatte in una casa abbandonata, dove si ferma con l’intenzione di uccidere le due figlie e forse se stesso. Prima di riuscirci viene catturato da una strana creatura. Cinque anni dopo le bambine vengono ritrovate: per tutto quel tempo hanno vissuto da sole nella baita in mezzo ai boschi. Il fratello gemello di Jeffrey, che non aveva mai smesso di cercare le nipoti, decide di occuparsene insieme alla fidanzata rockettara (Jessica Chastain). Però le due bambine cominciano a parlare di una figura che in quei cinque anni le ha aiutate e che loro chiamano mamma. 
A giudicare dalle scene intraviste con la mano sugli occhi, La Madre è un bel film, che guarderò sicuramente appena troverò qualcuno abbastanza coraggioso da farmi compagnia.

THE MARTIAN: UN TRAILER IN STREAMING

Fermo restando che un trailer non può definire la qualità di un film, quello di The Martian l'ho trovato bello. Ai tempi di Twitch e Periscope, mi è sembrato naturale vedere un trailer costruito come una diretta streaming. Matt Damon (il protagonista) che gira per la stazione spaziale filmando i compagni astronauti al lavoro (un sacco di volti noti), ricorda la nostra Samantha Cristoforetti che, con tweet e video, ci racconta la vita a bordo della Stazione Spaziale Internazionale. Il trailer di questo nuovo film di Ridley Scott non solo registra con autoironia una tendenza della società (l'uso capillare dei social network), ma anche della NASA, impegnata, non soltanto nella finzione cinematografica, a condividere informazioni normalmente considerate ostiche con il grande pubblico. Questa idea mi è piaciuta!

ATTACK THE BLOCK - INVASIONE ALIENA

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Un gruppo di alieni cespugliosi dalle zanne fluorescenti cerca di invadere la Terra, ma dovranno fare i conti con gli agguerriti ragazzi dei quartieri popolari a sud di Londra. 
Attack the Block è ispirato principalmente a E.T. : lo si vede nella sequenza dell'alieno che si rifugia in un capanno degli attrezzi e nei ragazzi che corrono per il quartiere sulle loro biciclette (questa volta però niente imprevedibili voli al chiaro di luna). È una fusione tra Spielberg, i classici film degli anni '70/80 e lo stile narrativo del fumetto. 
Si è parlato di sdoganamento degli stereotipi, ma quello che fa il regista Joe Cornish, che nella Londra sud ci è cresciuto davvero, è mostrare l'umanità dietro lo stereotipo, e lo fa con delicatezza e dignità grazie al personaggio di Moses. 
Uno dei film più divertenti e intelligenti che ho visto negli ultimi anni.

V FOR VENDETTA

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Ci sono sere in cui ho voglia solo di acciambellarmi sul divano e guardare un vecchio film visto e rivisto sgranocchiando pop-corn. Questa è una di quelle sere.

Le differenze tra graphic novel e film sono moltissime, alcune criticate anche dallo stesso Alan Moore che insieme a David Lloyd creò l'eccentrico vendicatore. Il fumetto ha una complessità che al film, con le sue due ore scarse di durata, manca e personalmente preferisco il primo al secondo. 
Ad essere messa in scena non è solo la vendetta di un uomo, ma la storia del nostro '900, che poi, a ben guardare, è l'intera storia dell'essere umano, perennemente sbilanciato tra dittatura e libertà. Se V è il fuoco che consuma e distrugge l'ingiustizia e la violenza, Evey è la pioggia che spegne quel fuoco per costruire un nuovo futuro sulle ceneri del passato.
Qualche volta ciò che è perfetto sulla carta non funziona del tutto sul grande schermo. Questa è una di quelle volte. 

STAR WARS VII: 4 CERTEZZE E MOLTE CONGETTURE

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Ieri, in occasione dell'annuale Star Wars Celebration, per la gioia di più di 20 mila fan presenti in sala e connessi via streaming, è stato rilasciato il secondo trailer di Star Wars - Il Risveglio della Forza. Se ancora non l'avete visto questo è il momento buono per farlo! Io intanto vi aspetto qui.

Fatto?! Ci avete messo più del previsto: cominciavo a preoccuparmi non vedendovi tornare! Guardarlo una sola volta non era sufficiente, vero? Adesso che ne dite di fare un po' il punto della situazione? Fino a dicembre dovremo sopravvivere di speranze e congetture, ma qualche cosa di questo Episodio VII la sappiamo e, considerando l'abilità di J. J. Abrams nel mantenere i segreti, dobbiamo già ritenerci fortunati. 

1. Il pianeta desertico su cui abbiamo visto volare astronavi, esplodere cose e rotolare robot non è Tatooine, come tutti (o quasi) avevamo pensato. Si tratta, invece, di un nuovo pianeta chiamato Jakku che, almeno per ciò che è possibile vedere dai trailer, è molto simile al pianeta dalle due lune che abbiamo imparato a conoscere ed amare fin dal primo atterraggio di fortuna di R2-D2 e C3-PO.
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2. BB-8 rotola davvero! Niente SGI. L'adorabile nuovo robottino è reale e perfettamente funzionante. Io aspetto solo che ne facciano un modello da mettere in commercio per portarmelo a casa! Considerata la vasta gamma di memorabilia a tema Star Wars esistenti, non dovrebbe volerci molto...
PS: R2, non essere geloso: sarai sempre il nostro robot preferito!

3. I tre protagonisti sono un pilota di x-wing, uno stormtrooper e un'avventuriera. Oscar Isaac ha definito il suo personaggio, Poe Dameron, "the best freaking pilot of the galaxy sent on a mission by a princess" (sarà Leila questa principessa?). Invece di Finn, membro delle truppe d'assalto, sappiamo solo che si trova in grave pericolo. I due si uniranno alla solitaria Rey in una nuova e ancora ignota avventura.  
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4. Più personaggi femminili all'orizzonte. I sei film precedenti della saga erano dominati rispettivamente da un unico importante personaggio femminile, prima Leila e poi Padme. La produttrice Kathleen Kennedy ha assicurato che nel settimo e nei successivi episodi ci saranno tante donne forti. E secondo noi ragazze era ora! ;)

Morto Darth Vader quale nuova forma assumerà il lato oscuro? Il nuovo cattivo sarà all'altezza del suo predecessore? Che cosa rimane dell'Impero? Chi comanda ora gli Stormtrooper? La trama del nuovo Star Wars rimane un grosso punto interrogativo. Eppure il ritorno di due vecchi amici è bastato per far commuovere vecchi fan come noi! E per ora siamo contenti così.  
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INDOVINA CHI VIENE A CENA?

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San Francisco, anni '60: Matt Drayton, direttore di giornale con idee progressiste entra in crisi quando la figlia Joanna si presenta a casa con il suo fidanzato, John Prentice, un medico afroamericano. 
I due fidanzati vogliono l'approvazione dei genitori ma il tempo per prendere una decisione è poco perché i due dovranno partire in serata per la Svizzera, dove Prentice ha degli improrogabili impegni di lavoro. 
Accettare la situazione sarà difficile soprattutto per i due padri, che si preoccupano soprattutto dei problemi materiali che i due ragazzi incontreranno nella loro vita insieme: i tempi cambiano ma le coppie miste sono ancora viste con disprezzo. Mentre le madri, più sensibili all'aspetto emozionale, sono pronte, dopo un primo sbigottimento, a dare il loro sostegno ai due innamorati.
E quando i genitori di Prentice vengono invitati a cena dalla famiglia di Joanna si trovano a confrontarsi due mondi all'apparenza differenti ma in fondo uguali. 
Indovina chi viene a cena? è un classico del cinema e tutto il significato del film, l'ultimo girato da Spencer Tracy che morì dodici giorni dopo la fine delle riprese, è racchiuso in una scena apparentemente insignificante: Matt Drayton e la moglie (una fantastica Katharine Hepburn), dopo aver appreso la notizia del fidanzamento della figlia, se ne vanno a fare un giro in macchina per allentare la tensione e si fermano in un drive-in perché il signor Drayton vuole prendere un gelato che aveva già assaggiato una volta e che gli era piaciuto moltissimo. Non si ricorda però il nome e la cameriera gliene porta uno di un altro tipo: lui lo assaggia e la prima impressione è che non gli piaccia. Alla seconda cucchiaiata si accorge che ha un buon sapore e che è persino più buono dell'altro gelato che intendeva prendere. Apparenze e preconcetti spesso ingannano!

È molto interessante, è molto interessante davvero e divertente oltretutto, vedere un vecchio liberale incallito venire a faccia a faccia con i suoi principi.
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PERCHÈ VEDERE THE STRAIN

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Un aereo atterra all'aeroporto Kennedy di New York e rimane sulla pista come morto: le luci sono spente e il portellone sigillato. Temendo un atto terroristico, gli epidemiologi Ephraim (Eph) Goodweather e Nora Martinez sono chiamati a investigare.
A bordo dell'aereo trovano i corpi senza vita dei passeggeri, fatta eccezione per quattro sopravvissuti, e inconsuete tracce biologiche. I due medici cominciano ad interrogarsi sulla natura della minaccia cui far fronte. Qualcosa di strano e sconosciuto deve essersi nascosto su quell'aereo, all'interno di un'enorme cassa di legno intagliato piena di terra e con un lucchetto per la chiusura dall'interno. Abraham Setrakian, un anziano rigattiere, sembra l'unico ad avere le risposte.

Così comincia The Strain, la serie tv scritta, prodotta e diretta da Guillermo del Toro.
Mentre The Walking Dead si sta infiacchendo episodio dopo episodio, con zombie che non spaventano più e personaggi ormai fastidiosi nella loro immobilità, The Strain, ridà vigore ai cattivi per eccellenza, i vampiri, appassionando fin dal primo episodio e non perdendo un colpo per i successivi dodici.
Ecco alcuni buoni motivi per cominciare a vederla.
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VAMPIRI Del Toro sceglie un approccio "scientifico" per (ri)raccontare i "cattivi" più conosciuti e rappresentati al mondo, i vampiri, a cui nella serie ci si riferisce più spesso come strigoi. La fantasia di del Toro nel dare vita a creature immaginarie è ben nota da film come Il labirinto del fauno ed Hellboy. I suoi vampiri sono una fusione di novità ed elementi tradizionali: di giorno non dormono, ma sono infastiditi (e uccisi) dalla luce del sole, non possono attraversare corsi d'acqua e per nutrirsi si servono di un pungiglione con il quale succhiano il sangue delle proprie vittime.

RITMO INCALZANTE Non c'è episodio in cui non accada qualcosa. I protagonisti valutano cosa fare, formulano un piano e poi agiscono. Qualche volta, come nella vita reale, non c'è tempo per pensare e bisogna passare subito all'azione. Lo spettatore non corre il rischio di annoiarsi.

PERSONAGGI E INTERPRETI Ognuno ha la propria individualità, psicologicamente ben definita, compresi i vampiri, e gli attori sono perfetti per la parte. Né donzelle in pericolo né supereroine, anche le protagoniste femminili hanno personalità delineate con realismo e complessità, lontane dagli stereotipi su cui vengono spesso appiattite le donne nei film horror. Del Toro deve essersi divertito particolarmente a scegliere Sean Astin, nel Signore degli Anelli emblema della fedeltà, per interpretare Jim Kent, collega di Eph e Nora non proprio fedele ai suoi amici.
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GUILLERMO DEL TORO Tra fantasy e horror il regista messicano ci sguazza, con risultati sempre ottimi. Insieme a Chuck Hogan ha scritto la trilogia di romanzi intitolata The Strain (in italiano La progenie) e la sceneggiatura della serie di cui ha poi diretto personalmente il primo episodio e supervisionato la realizzazione degli altri. Qualità garantita.

STILE DI RIPRESA La qualità delle riprese è alta anche negli episodi girati da altri registi. Inquadrature alla Hitchcock strizzano l'occhio all'appassionato del cinema di suspance. L'uniformità dello stile è garantita da del Toro, che proprio con questo obbiettivo ha supervisionato in particolare la fase di post-produzione.

SOTTOTRAMA Nei film horror (ed anche nelle serie tv) l'unico imperativo è far fuori il mostro e sopravvivere.  In The Srain le cose non sono così semplici come appaiono e i vampiri non cacciano semplicemente perché affamati. Anche loro hanno le proprie ambizioni e si muovo secondo un piano ben orchestrato che rende difficile il compito dei nostri "eroi".

UMORISMO The Strain ha un taglio serio, ma c'è sempre spazio per una battuta o un commento sarcastico che allentano la tensione senza essere forzati.

Vi ho convinto? Guarderete The Strain o lo state già seguendo?
Quali altre serie tv vi appassionano e vi intrattengono in queste ultime serate invernali? 

UNA VITA LUNGA E PROSPERA

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Lo ricorderemo come Spock, con la certezza che lui, che firmava sempre i suoi tweet con la sigla LLAP, non se ne avrà a male.

Grazie, Leonard Nimoy.

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MAGIC IN THE MOONLIGHT: LA MAGIA ESISTE E SI CHIAMA AMORE

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Stanley Crawford è un gentiluomo inglese che si guadagna da vivere come prestigiatore, riscuotendo con i suoi trucchi gran successo presso il pubblico. Accettata la sfida propostagli da un vecchio amico, si reca in Costa Azzurra per smascherare, con il suo raziocinio e pessimismo cosmico, una presunta medium che si starebbe approfittando di una facoltosa famiglia americana.

La signora seduta nel posto alla mia destra che confabula con il marito ha (purtroppo) ragione: Magic in the moonlight è un film fiacco. Promesse di brio e vivacità vengono agitate davanti al naso del pubblico, sotto forma di brillanti musiche anni ’30, paesaggi illuminati dal frizzante sole d’estate e giochi di prestigio, ma sono promesse che rimangono tali. Sono speranze che non trovano vero compimento, appiattite a sterile riempitivo, proprio come la colonna sonora.
Le labbra del pubblico in sala sono pronte al sorriso, aspettano solo una battuta mordace, ma l’attesa sarà ancora lunga.
La magia, o meglio l’illusione, la confusione tra realtà e finzione, non è un tema nuovo per Woody Allen. Il motore della vicenda, una sedicente sensitiva da smascherare, avrebbe potuto prestarsi bene a situazioni comiche e dialoghi arguti, ma poi si scivola nel cliché romantico, in agguato fin dal primo momento in cui Emma Stone cattura l’attenzione della macchina da presa con i suoi occhioni azzurri. Quanto sarebbe stato più interessante il finale se solo la macchina da presa si fosse fermata un istante prima, sul sorriso del protagonista ormai pronto ad abbracciare quel pizzico di magia e irrazionalità che la vita ci offre.
Non lo si potrebbe definire un brutto film, perché si sarebbe ingiusti nei confronti di bravi, anzi ottimi, attori. È un film carino che avrebbe potuto essere bello se solo non si fosse adagiato su una piatta brillantezza invece di avventurarsi nel territorio dell’inesplorato.
La "grande rivelazione" di Magic in the moonlight è che la magia esiste, e si chiama amore

EDGE OF TOMORROW - SENZA DOMANI

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Malgrado i miei timori Edge of Tomorrow si è rivelato un film avvincente e nel complesso riuscito. I loop temporali in cui rimane imprigionato il protagonista sono stati resi con un montaggio efficace che aggiunge ritmo alla narrazione senza cadere nel rischio della monotonia.

Rispetto al manga sono stati introdotti vari cambiamenti, primo fra tutti lo spostamento dell'ambientazione dal Giappone agli Stati Uniti, con la conseguente trasformazione del protagonista Keiji Kiriya nel maggiore William Cage, a cui Tom Cruise presta il volto. Altra grande differenza è il finale, ma su questo aspetto non mi dilungherò oltre, altrimenti vi toglierei tutto il gusto. Del resto cambiamenti nella trama sono spesso giustificati dal passaggio da un media all'altro.

Preso atto della tendenza hollywoodiana ad ambientare tutto a casa propria, il risultato è un film di azione/fantascienza che non cede all'esagerazione pur essendo un blockbuster. E poi Emily Blunt è splendida. Guardatelo quindi, saranno due ore ben spese, ma leggete assolutamente il manga da cui è tratto perché è un piccolo gioiello. 

GONE GIRL - L'AMORE BUGIARDO

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Gone Girl. Come si può parlare di questo film senza svelarne trama e colpi di scena? Bene, ci proverò.

Amy e Nick sono quella che si definisce una coppia perfetta: entrambi avvenenti, colti, di talento e innamorati. Il giorno del quinto anniversario di matrimonio Amy scompare senza lasciare traccia, se non il tavolino del salotto rovesciato e con il vetro infranto e una pozza di sangue maldestramente ripulita sul pavimento della cucina. La gente non sembra avere alcun dubbio: è stato Nick ad uccidere la sua bella moglie.

Il thriller si sviluppa come una caccia al tesoro a cui lo spettatore è chiamato a giocare mettendo insieme indizi, ipotizzando. Ci viene fatta credere una cosa, siamo ormai sicuri di come si sono svolti i fatti, ma ecco che il regista rimescola le carte: il punto di vista cambia e con esso cambia anche la verità. L'assassino si fa vittima e la vittima carnefice.

È un film sull'amore, sul potere dei media, sui pregiudizi, su come gli uomini vedono le donne, sul risentimento, su come si è e come si appare, sulla verità.
Rosamund Pike è stata candidata all'Oscar come miglior attrice protagonista e non mi stupirei affatto se vincesse, anzi meriterebbe di vincere, perché la sua protagonista è stupendamente ammaliante e psicopatica. 

É davvero necessario?

Avete visto? è uscito il primo trailer di Jurassic World. A quanto pare i primi tre film non hanno insegnato nulla e i genitori continuano a mandare tranquillamente i loro pargoli in gita fra i dinosauri. Non avendolo ancora visto non ho nulla da dire sulla qualità del film, che spero comunque essere piacevole e d'intrattenimento, se non proprio un capolavoro come il primo della serie. Un dinosauro dal DNA geneticamente modificato potrebbe essere un buon punto di partenza per prendere le distanze dalle sceneggiature precedenti, pur rimanendovi fedeli nello spirito. 
Ma sentivamo davvero il bisogno di aggiungere un nuovo capitolo ad una saga già consolidata? 
Ormai ci siamo abituati alla serialità del cinema: con entusiasmo cerchiamo di cogliere ogni indizio riguardo il prossimo film Marvel e aspettiamo con trepidazione il trailer di Star Wars Episodio VII
Però perché ritornare sempre su vecchie idee? Sono certa che al mondo sono moltissimi i giovani scrittori con ottimi copioni salvati su vecchi hard disk in attesa di tempi migliori. Perché non mettere da parte almeno per una volta i guadagni (più o meno) sicuri e dare fiducia ad un nuovo progetto? Magari potrebbe venirne fuori il nuovo Signore degli Anelli.
Che poi riprendere in mano Star Wars dopo una quarantina d'anni è un bel rischio! Se il film dovesse venire male, chi li terrà a bada i fan?  

PS: Proprio mentre scrivevo è stato rilasciato il trailer di Star Wars The Force Awakens. Viene mostrato ancora troppo poco per giudicare, ma vedere il Millenium Falcon volare ancora è stato piuttosto emozionante! Voi che ne pensate? Qualche idea su quale potrebbe essere la trama?

Vikings: chi erano davvero

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Prodotta da History Channel, Vikings è una serie tv e come tale ha l'obbiettivo di intrattenere (e ci riesce benissimo), ma allo stesso tempo vuole mostrare allo spettatore usi e costumi di questo popolo. Certo la speranza di entrare nel Valhalla infondeva grande coraggio durante la battaglia e questo rendeva i vichinghi guerrieri feroci, ma Vikings mostra quanto 
fosse complessa (per certi aspetti anche avanzata) la loro società.
Allora mi sono chiesta quanto ci sia di realmente storico in Vikings. Quali personaggi della serie tv sono realmente esistiti? Quanto la sceneggiatura si discosta dalla realtà storica? 
Ecco quello che ho scoperto facendo una rapida ricerca. 

RAGNAR Non esistono documenti che attestino l'effettiva esistenza di Ragnar Lodbrók, re semi-leggendario che avrebbe regnato su Svezia e Danimarca nella seconda metà dell'VIII secolo. Secondo il mito, durante il periodo del suo regno intraprese numerose scorrerie lungo le coste britanniche. Morì dopo essere stato... No! Meglio non anticipare niente: aspetteremo la terza stagione (non dovrebbe mancare molto) e quelle successive!

LAGERTHA Secondo me è il miglior personaggio femminile di sempre e a quanto pare anche la Lagertha delle leggende non è da meno! Originaria della Norvegia, era una fanciulla guerriera (shieldmaiden). Come Ragnar, anche Lagertha è un personaggio in cui realtà e mito si fondono. Quando il re della Svezia invase la Norvegia, Ragnar intervenne per respingere l'invasore. Molte donne presero le armi e combatterono al suo fianco. Tra di esse c'era anche Lagertha, il cui ruolo fu essenziale per la vittoria. Ragnar se ne innamorò, la sposò e da lei ebbe un figlio, Fridleif, e due figlie. Poi Ragnar divorziò da lei per sposare un'altra donna e Lagertha tornò in Norvegia dove si risposò a sua volta. Durante un litigio trafisse il marito con una punta di lancia e regnò al suo posto. 

ROLLO Hrolfr, meglio conosciuto come Rollone, visse tra l'845 e il 932. Bandito dalla Norvegia, alla testa di una banda di Vichinghi saccheggiò a più riprese le coste del Mare del Nord e il canale della Manica. Nel 910 arrivò a minacciare Parigi. Temendo nuove scorrerie il re carolingio Carlo il Semplice gli cedette parte della Neustria ed in cambio Rollone fece atto di sottomissione e si convertì al cristianesimo. Durante la cerimonia d'investitura, arrivato il momento di chinarsi a baciare il piede del re, Rollone si rifiutò ed ordinò ad uno dei suoi guerrieri di farlo al posto suo. Quest'uomo afferrò il piede di Carlo e lo portò alla bocca senza curvarsi facendo cadere il re lungo per terra. La comicità di quest'episodio (non privo di significato politico) ricorderà a chi ha visto Vikings la scena del battesimo di Rollo. In qualità di conte dei Normanni e conte di Rouen, Rollone ebbe di fatto un impatto sull'Inghilterra molto maggiore di Ragnar (con il quale ovviamente non aveva alcun rapporto di parentela). In Vikings Rollo è ancora ben lontano da tali posizioni di potere, ma diamogli tempo...

ASLAUG Regina della mitologia nordica, Aslaug compare nella Saga dei Völsungar ed in quella di Ragnar Lodbrók. In base a questa seconda leggenda, era figlia di Sigurd e Brunilde. Vikings nel raccontare l'incontro di Aslaug e Ragnar rimane fedele al mito: incuriosito dalla misteriosa donna che alcuni dei suoi uomini hanno visto mentre faceva il bagno, Ragnar organizza l'incontro mandandole a dire di presentarsi né vestita né svestita, né affamata né sazia, né sola né accompagnata. Aslaug dimostrò la propria intelligenza arrivando vestita di una rete da pesca, addentando una cipolla ed accompagnata soltanto da un cane. Divenne quindi la terza moglie di Ragnar Lodbrók, dopo Lagertha ed un'altra donna morta prematuramente. I due ebbero quattro figli: Ivar il Senza-ossa, Hvitsek, Ragnvald e Sigurd Occhio di Serpente. 

BJÖRN Con il soprannome di Fianco di Ferro, Björn compare nella breve saga che racconta le imprese dei figli di Ragnar. Secondo questo mito la madre di Björn sarebbe Aslaug e non Lagertha come in Vikings. Björn ed i fratelli saccheggiarono Inghilterra, Galles, Francia ed arrivarono fino in Italia per poi concludere la loro avanzata in Liguria. Tornati in Scandinavia si divisero il regno: a Fianco di Ferro spettarono Uppsala e la Svezia. In Vikings Floki predisse al giovane Björn un destino pieno di vittorie delle quali il padre sarebbe stato invidioso. Che si riferisse a questo? 

ATHELSTAN Mi ha sorpreso scoprire che Athelstan fu un grande re che regnò tra il 924 ed il 939. Nel 927 conquistò quello che rimaneva del regno vichingo e divenne il primo re anglo-sassone a regnare sull'intera Inghilterra. La sua corte fu il principale centro del sapere di tutto il regno. Chissà che cosa hanno in serbo per questo personaggio in Vikings?! 

Addio, Peter Pan. Grazie per aver giocato con noi!

A quest'ora il web sarà ormai saturo e tutto sarà già stato detto, lo so, ma non potevo non spendere anche io due parole per ricordare Robin Williams. 
Altre persone famose, attori e attrici straordinari, sono venuti a mancare prima di lui, ma mai come ora la cosa mi ha colpito così profondamente. 
Non è solo che Robin Williams era un attore straordinario, assolutamente unico nel suo genere ed indimenticabile; lui era soprattutto volto ed anima di tutti quei meravigliosi personaggi che ho amato nella mia infanzia, e che mi rimangono nel cuore ancora oggi. 
È stato un moderno Peter Pan non solo quando ne ha indossato il costume per salvare i figli rapiti dal malvagio Giacomo Uncino. Anche il professor Keating, che spronava i suoi allievi a pensare con la loro testa e credeva fermamente nel potere delle parole e della fantasia, era dentro di sé un eterno bambino, come Peter Pan. 
È la stessa innocenza di Mrs. Doubtfire, che non potrebbe mai rinunciare ai suoi figli e del robot che sognava di diventare uomo quando i suoi sentimenti dimostravano che umano lo era da sempre. 
Questo, per me, è stato e sarà sempre Robin Williams!
Ma sfortunatamente nella vita reale non è facile per nessuno trovare pensieri felici che ti sollevino in volo. 

Addio Peter Pan. Arrivederci alla prossima avventura! 

A proposito di Davis

cinema, Oscar Isaac, Inside Llewyn Davis, A proposito di Davis, musica, folk
New York, 1961. Llewyn è un musicista folk che, dopo aver perso il suo partner musicale, cerca di sfondare come solista. Ma le cose non gli vanno molto bene a causa di un'incredibile sfortuna e del suo caratteraccio. 
Io non credo che con questo film i fratelli Coen abbiano voluto trasmettere un particolare messaggio, una qualche morale. Si tratta semplicemente del racconto tragicomico della vita di un uomo che vorrebbe ad ogni costo prendere le distanze dalla vita (apparentemente) insapore condotta dal padre. 
Tra decisioni sbagliate e scelte non prese, incontri improbabili, gatti usciti direttamente da Colazione da Tiffany (ma questa volta il gatto un nome ce l'ha, mentre è il protagonista a non avere un'identità!) e tanta, tanta musica, il Llewyn Davis di Oscar Isaac (bravissimo sia davanti alla macchina da presa che con la chitarra) non può non emozionare lo spettatore con la sua profonda fragilità.
Forse si tratta di un film che non tutti riusciranno ad apprezzare, ma per quanto mi riguarda è uno dei migliori tra quelli usciti negli ultimi anni.
Il cuore del film è racchiuso in un'unica scena: Llewyn, su un palco in penombra, canta una ballata struggente e bellissima difronte al produttore il quale, finita la musica, sentenzia: "non si fanno soldi con questa roba". Con una sola battuta i Coen dicono tutto sull'arte e sull'industria che le ruota attorno. 
Insomma, alcuni ce la fanno ed altri no. Ed ecco che, alla fine, su uno dei palchi di quel Greenwich Village da cui, di lì a poco, si cambierà la storia della musica, intravediamo una silhouette famigliare: è Bob Dylan, uno di quelli che ce l'hanno fatta.

I Tenenbaum

Tenenbaum, cinema, Wes Anderson
Solo pochi giorni fa avevo detto che Wes Anderson stava diventando uno dei miei registi preferiti. Dopo aver visto I Tenenbaum la cosa è ufficiale! 
Si tratta di un film dolceamaro, nostalgico, popolato da personaggi eccentrici e realistici al tempo stesso che si muovono sullo sfondo delle pareti colorate della casa in cui hanno trascorso la loro infanzia. 
Come anche in Moonrise Kingdom, è nell'infanzia che si trova la radice di ciò che siamo. 
Attraverso questi personaggi quasi da fumetto il regista riesce a parlarci con delicatezza, ironia e un filo di malinconia di sentimenti universali. 
I Tenenbaum mi è piaciuto più di Moonrise Kingdom ed almeno quanto The Grand Budapest Hotel: in entrambi (I Tenenbaum e The Gran Budapest Hotel) ho percepito un maggior calore umano che mi ha portato ad affezionarmi e a tifare per i protagonisti, chiudendo un occhio sui loro difetti ed anzi amandoli di più proprio in virtù di questi. 
Ed ora vorrei vedere Le avventure acquatiche di Steve Zissou, perché un'avventura subacquea con Bill Murray ha tutta l'aria di un qualcosa da non perdere! 

OLD MOVIE NIGHT // Psycho

Il romanzo da cui Psycho è stato tratto non piaceva particolarmente a Hitchcock. Fu soltanto l'imprevedibilità con cui avviene l'omicidio che lo convinse a farne il soggetto per un film. Soggetto che per altro non piacque ai produttori; motivo per cui Hitchcock dovette prodursi il film di tasca propria accontentandosi di un piccolo budget e rinunciando agli attoroni con cui era solito lavorare (ma fu il migliore investimento della sua vita). 
Psycho si apre con Marion, una giovane segretaria che commette un furto più per disperazione che per effettiva cattiveria ed avidità. Ed è con lei che il regista sembra suggerire di identificarci.
In fuga con il bottino, Marion, al calare della notte prende una stanza in un isolato motel dall'aspetto un po' gotico. E, a poco più di mezzora dall'inizio del film, quella che sembrava essere la protagonista è morta.
Da qui in poi subentrano la sorella e l'amante di Marion che, non credendo alla fuga a scopo di rapina, vogliono sapere cosa sia accaduto alla ragazza. E a Norman Bates, strano gestore del motel, spetta il compito di convincerci della colpevolezza della madre, per difendere la quale si disfa scrupolosamente di tutte le prove del delitto. 
La terza ed ultima parte è quella delle rivelazioni. E Hitchcock, maestro della suspance e genio del thriller, è abilissimo a tenerci sulle spine e a farci credere una cosa al posto dell'altra. 
In un'intervista Hitchcock spiegò la differenza tra sorpresa e suspance. Due uomini sono seduti al tavolino di un bar, conversano ed esplode una bomba: questa è una sorpresa. Due uomini sono seduti in un bar e conversano; sotto il tavolo c'è una bomba e lo spettatore lo sa: questa è suspance.
Psycho può contare su una sceneggiatura che è un piccolo gioiello di perfezione, ma altrettanto maestrale è l'inventiva tecnica. Basta una scena, quella più famosa del film, per rendercene conto: la scena della doccia è stata girata per ben 7 giorni per un totale di soli 45 secondi di film montato. Non si vede mai il corpo di Janet Leigh (all'epoca il nudo veniva evitato), non si vede sangue, non si vede il viso dell'assassino, il coltello non tocca mai il corpo della vittima, eppure l'illusione è totale.
Hitchcock definì Psycho come "il film che più mi appartiene tra tutti quelli che ho girato. È il film di noi registi, dove il modo di costruire una storia è di gran lunga più importante della storia in sè".
Si tratta di un capolavoro, un classico assolutamente da vedere... magari non da soli, magari non di notte e magari non prima di entrare nella doccia...!

Moonrise Kingdom

Wes Anderson sta diventando uno dei miei registi preferiti. E pensare che se non fossi andata a vedere The Grand Budapest Hotel al cinema probabilmente non avrei scoperto nemmeno i suoi altri lavori! Beh, in realtà è da un po' che avevo intenzione di vedere Moonrise Kingdom, ed il mio sesto senso non mi ha tradita! È un piccolo capolavoro: può sembrare un puro esercizio di stile ma è l'ouverture, un tema di Purcell con cui si apre il film, a fornirci la giusta chiave di lettura. Si tratta di una fuga in cui gli strumenti si aggiungo progressivamente uno ad uno per dar vita alla melodia. Ed una fuga è esattamente ciò che mettono in atto Suzy e Sam. Una fuga prima solitaria, che sembra destinata a dividere, ma che, imprevedibilmente, rimettere insieme i cocci di varie vite.