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Il cacciatore di aquiloni

È naturale che l'autore di un romanzo si affezioni pagina dopo pagina al suo protagonista. Non può quindi far altro che proteggerlo come un figlio: il suo eroe affronterà molte difficoltà, ma poi ne uscirà vincitore. Ma non è il caso di Hosseini che con Amir disegna un personaggio né vincitore né vinto: un uomo che commette errori e con gran fatica cerca di fare ammenda. A differenza di quello di altri protagonisti, il destino di Amir non è già segnato e sarà una sorpresa per lui così come per il lettore. È questo l'aspetto più bello del romanzo.

Il cacciatore di aquiloni racconta dell'amicizia tra Amir ed Hassan, sullo sfondo dell'Afghanistan degli anni '60 e '70 che impariamo a conoscere come una terra fiorente, ricca di bellezze, di contraddizioni e di gare di aquiloni. Questo prima della guerra e dell'arrivo dei talebani che l'hanno trasformato in quel luogo desolato che vediamo ogni giorno attraverso i telegiornali. Quando la situazione precipita, la famiglia di Amir lascia Kabul per rifugiarsi in America. 
Molti anni dopo Amir riceverà una telefonata inaspettata che riporterà a galla i fantasmi del passato, risvegliando la sua coscienza ed il ricordo della terribile colpa di cui si è macchiato. Colpa che cambiò per sempre la sua vita e quella di Hassan. 
Il cacciatore di aquiloni si è guadagnato a buon diritto il successo che lo ha reso un caso editoriale: è un libro indimenticabile!

READinstead // Congo


L'aspetto più affascinate dei romanzi di Crichton è la capacità di mescolare dati tecnici e scientifici con elementi di fantasia. In questo modo il racconto diventa ancora più suggestivo proprio perché non si tratta di pura invenzione, ma al contrario si basa sulla realtà. E Congo non fa eccezione. 

Tutto inizia quando alla ERTS, una società che si occupa di soddisfare l'aumento di richiesta d'informazioni sulle risorse terrestri, arrivano le immagini via satellite dell'improvviso ed inspiegabile massacro di una spedizione mandata in una zona disabitata del Congo. La ERTS organizza quindi una nuova spedizione, guidata da un'esperta di computer, a cui si unirà anche Elliot, uno zoologo, insieme ad Amy, la giovane gorilla oggetto dei suoi studi. 
L'obbiettivo principale della spedizione è di trovare un giacimento di diamanti battendo sul tempo la concorrenza, alla ricerca del medesimo sito. Ma Elliot con questo viaggio vuole cercare di capire il senso di un sogno, per la precisione un incubo, che aveva tormentato Amy negli ultimi tempi. 
Inutile dirlo, il personaggio più sorprendente è proprio il gorilla Amy, che si esprime con il linguaggio dei segni ed ha una sensibilità persino più umana di quella delle persone che l'accompagnano. 

Si tratta di un racconto d'avventura, alla scoperta di una terra per lo più inesplorata, dominata da una natura incontaminata ed ostile all'uomo. Un romanzo d'intrattenimento, non privo di spunti di riflessione, che, come tutti i libri di Crichton non delude. 

READinstead // Player One

Tutti amano i classici romanzi d'avventura, quelli in cui l'eroe, dopo aver superato ostacoli che sembravano insormontabili, riesce finalmente a salvare l'amata e a vivere felice e contento. 
Ma Player One (di Ernest Cline) è un romanzo un po' diverso. Tanto per cominciare Wade non sembra avere la stoffa dell'eroe: diciotto anni e un po' cicciottello, è il classico nerd appassionato di videogiochi.
E se è per questo nemmeno Artr3mis risponde alla classica immagine della donzella in pericolo. 
Ma andiamo con ordine!
L'avventura di Wade comincia quando il multimiliardario e programmatore di videogiochi Halliday muore senza lasciare eredi. Per stabilire chi sarà il suo successore indice una gara: il primo che riuscirà a trovare, risolvendo indovinelli e superando difficili prove, l'Easter Egg da lui nascosto nel suo più popolare videogioco, OASIS, entrerà in possesso del suo immenso patrimonio e di OASIS stesso. 
La caccia all'Easter Egg comincia subito, ma l'opportunità di mettere le mani su OASIS ha attirato non solo i più esperti giocatori, rispettosi dello spirito della gara, soprannominati Gunter, ma anche la IOI, una potente multinazionale pronta a tutto pur di vincere la sfida, persino ad uccidere. Anche Wade è un Gunter della prima ora, e nel corso della caccia conoscerà altri giocatori, suoi potenziali rivali, tra cui Artr3mis. 
Ma prima che l'indovinello proposto da Halliday venga risolto e la prima porta aperta passeranno ben cinque anni. E dopo una tale svolta la gara riprenderà a ritmi sempre più incalzanti. 
Ma che cos'è OASIS? E perché il possesso di un videogioco, per quanto di successo, dovrebbe giustificare tante fatiche? 
In realtà, OASIS va ben al di là del nostro concetto di videogioco. In primo luogo il giocatore indossa guanti, occhiali ed una tuta che garantiscono la completa immersione nel mondo virtuale, compresa la simulazione di odori e sensazioni tattili. Ma la vera rivoluzione è la natura del gioco stesso: per certi aspetti simile ad un MMO (Massively Multiplayer Online), tanto per intenderci sul modello di un World of Warcraft, si è in realtà trasformato in una complessa esperienza di realtà virtuale. O sarebbe meglio dire che realtà e realtà virtuale sono arrivate a coincidere. Su OASIS si trovano, ad esempio, scuole che possono essere frequentate gratuitamente da studenti con problemi economici, biblioteche, palazzi virtuali sede di uffici in cui gli impiegati lavorano attraverso il loro avatar, ed ogni forma di arte e cultura è accessibile facilmente e gratuitamente. In pratica, la società del 2045 in OASIS ha trovato una realtà alternativa in cui rifugiarsi per sfuggire alla drammaticità della realtà effettiva, dove la povertà e le guerre dilagano e i principi morali e sociali vengono meno, tanto che si rischia di essere rapinati ed uccisi mentre si va a scuola.
Scopo dello scrittore, dunque, non è solo d'intrattenere il lettore con la caccia all'Easter Egg ma di farlo riflettere sul potenziale dei mezzi tecnologici in generale e sui pericoli di un loro eventuale abuso. 
Player one è stata una delle letture che più mi hanno appassionata in questi ultimi anni.
Il suo pezzo forte sono i riferimenti ai videogiochi ed alla cultura anni '80 in generale (a cominciare dal titolo, in originale Ready Player One, che corrisponde alla schermata iniziale di molti videogiochi di quegli anni), grande passione di Halliday. Ed il fatto che siano parte integrante della trama, e non solo vezzo dell'autore, li rende ancora più piacevoli. 
Nel corso della lettura si può quindi venire a conoscenza di molti aneddoti curiosi, ad esempio che il primo Easter Egg della storia è stato creato da Warren Robinett, programmatore di videogiochi per la Atari che, com'era consuetudine all'epoca, non gli riconobbe il lavoro. Perciò, per rimediare l'assenza del suo nome sulle confezioni di Adventure, Warren ha inserito all'interno del gioco stesso una stanza, ben nascosta, che, una volta scoperta, rivela il nome del programmatore. 
Malgrado le apparenze, non sono necessarie competenze così specifiche per gustarsi questa lettura, anche se un po' di conoscenza di musica e cinema possono aiutare…
E poi non meno interessante è la possibilità di dare un'occhiata a quello che potrebbe essere il nostro futuro: a quanto pare da oggi al 2045 usciranno molti altri film di Indiana Jones ma gli appassionati del futuro (così come quelli di oggi) si rifiuteranno di prendere in considerazione quelli da Il teschio di cristallo in poi; e vecchi film e serie tv saranno convertite in videogiochi interattivi, i Sincrofilm, in cui il giocatore deve riprodurre azioni e battute dei protagonisti (personalmente non vedo l'ora di sedermi nel "posto di Sheldon" e di maneggiare una spada laser!); Will Wheaton sarà eletto Vicepresidente del consiglio Utenti OASIS per più di dieci anni consecutivi, se mai un simile gioco esisterà ; e ultimo ma non meno importante, il Saturday Night Live continuerà ad essere trasmesso con grande successo di ascolti.

READinstead // Pomodori verdi fritti al Caffè di Whistle Stop

In cerca di un nuovo libro, ho letto una recensione sul romanzo Pomodori verdi fritti al caffè di Whistle Stop e mi sono detta "Perché no"?! 

Whistle Stop é una piccola cittadina dell'Alabama, ma piuttosto trafficata negli anni '30 in quanto scalo ferroviario. Proprio nel centro Idgie, una donna piuttosto singolare, gestisce insieme a Ruth, un caffè che diventa punto d'incontro per personaggi diversissimi tra loro. 
La trama si sviluppa attraverso i ricordi dell'anziana signora Threadgoode e dalle sua memorie i diversi personaggi, Idgie, Ruth, Sipsey, Stump e gli altri, tornano a prendere vita. 
Si tratta di una lettura leggera, ma emergono temi di spessore e tuttora attuali: si accenna all'omosessualità, al femminismo, alla diversità fisica, alla vecchiaia e specialmente al razzismo, in un'America dove è ancora estremamente diffusa la discriminazione nei confronti delle persone di colore. 
Certo non si tratterà di un capolavoro, comunque è una lettura decisamente piacevole ed anche interessante, in cui i personaggi vengono delineati con freschezza e simpatia. 
Da leggere se si desidera un po' di svago non del tutto privo di spunti di riflessione. 
E se volete provare i pomodori verdi fritti troverete la ricetta all'ultima pagina. 

READinstead // Memorie di una Geisha

Mi è sempre piaciuto leggere, é parte della mia indole ma un po' di merito ce l'hanno anche una maestra d'italiano che ci portava sempre tanti libri e una casa con librerie strabordanti.
Nell'ultimo periodo le mie letture si sono fatte un po' più caotiche: comincio un libro poi lo abbandono per un altro che lascio al secondo capitolo per cominciarne un terzo. È una cosa che ho sempre fatto: ho sempre letto più libri "contemporaneamente" perché in un determinato momento avevo voglia di una cosa e non di un'altra (e questo non significa affatto che il libro momentaneamente abbandonato non mi piacesse!). 
Da un po' di tempo però fatico a concentrarmi sulla lettura: passo da un libro all'altro, le pagine si susseguono vorticosamente sotto i miei occhi ma poco mi rimane della bellezza delle parole.
Allora ho deciso di prendere le cose con calma. Di rallentare il ritmo. E per aiutarmi in questo proposito ho deciso di creare una nuova "rubrica" qui sul blog: ogni due mesi (impegni permettendo) mi dedicherò alla lettura di un libro che poi vi presenterò, esprimendovi il mio parere a riguardo e sperando ovviamente in uno scambio di opinioni con chi di voi l'avrà letto.
Questa nuova serie di post si intitola "Read instead" che, tradotto approssimativamente, significa "leggere invece di": leggere invece di guardare la tv, invece di navigare svogliatamente su internet...
Dedicherò un po' del mio tempo alla riscoperta della lettura. E spero che voi vogliate farmi compagnia in questo viaggio! 


Per inaugurare la rubrica vi propongo un libro che è rimasto uno dei miei preferiti: Le memorie di una Geisha. 
Il romanzo racconta la storia di Chiyo che, ancora bambina, viene venduta insieme alla sorella maggiore dal padre, troppo indigente per mantenerle. Le due bambine vengono separate, e Chiyo si ritrova a lavorare nell'okiya Nitta a Gion, il quartiere delle geishe di Kyoto.
Disperata per la sua situazione, la bambina incontra il Presidente, un uomo gentile, accompagnato da una geisha, che le compra un gelato. Ora il suo desiderio è quello di diventare una geisha per poterlo rincontrare.
Comincia quindi il suo apprendistato sotto la protezione di Mameha ed abbandona il suo nome: d'ora in poi si chiamerà Sayuri.
Sayuri è come l'acqua, "l'acqua si scava la strada attraverso la pietra, e quando è intrappolata, l'acqua si crea un nuovo varco". Chiyo non era nata per una vita da geisha, vi fu trasportata dalla corrente.
Il romanzo assume la forma di un diario, estremamente vivido e delicato, animato da personaggi indimenticabili ed umani: è il racconto di un'intera esistenza. 
La scrittura di Arthur Golden è morbida e delicata: ricca di dettagli e mai noiosa, ci apre le porte di un mondo sconosciuto, violento e fragile.